È venuto a mancare l’8 Dicembre Gabriele De Rosa, intellettuale del secolo scorso, impegnato nella ricostruzione di una storia del “vissuto religioso”. Dunque, una dimensione esplicita, concreta del cattolicesimo, che gli ha permesso di partecipare e contribuire altrettanto attivamente alla vita pubblica, attraverso numerose e rilevanti opere politiche e di studio, prima tra tutta l’Istituto Sturzo.
In evidenza sul piano culturale italiano le seguenti mostre: Il Battistero di San Giovanni alle fonti e la realtà precedente alla costruzione del duomo, sono aperti al pubblico nel cuore della cattedrale milanese; ospita Castelfranco alcune opere del grande maestro Giorgione, raccolte in una mostra intittolata “il mistero si fa paesaggio”; Nella sede dell’ex ospedale Sant’Agostino di Modena venitnove artisti raccontano con le loro fotografie le realtà di diciotto diversi paesi dell’est Europa; Si apre a Napoli “ritorno al Barocco”, percorso artistico che vanta più di cinquecento opere tra musei e siti storico-architettonici della parte antica della città; A Jesolo è stato creato da artisti provenienti da tutto il mondo il “presepe dei giganti”, con statuine e protagonisti scolpiti direttamente nella sabbia.
Quello accaduto in data 13 Dicembre in Piazza Duomo, è l’ avvenimento che costituisce il tema centrale della maggior parte degli ultimi dibattiti politici all’interno del nostro paese. C’è chi parla di attacco alla democrazia, e c’è invece chi addirittura sostiene che sia ormai prossimo il ritorno agli anni ’70, con questa nuova, implacabile ondata di violenza. E’ stato l’attacco di un folle isolato o questo è un gesto con radici più profonde, e conseguenze ancora più estese?
Come si può ben leggere negli articoli qui riportati, i dati sono spietati ed inimmaginabili, se poi si prestasse orecchio soltanto alle fonti d’informazione ben pubblicizzate e a noi maggiormente note, non si potrebbe nemmeno supporre il grado di persecuzione che il Cristianesimo sopporta nel mondo. Si può forse parlare di “cristiano-fobia”?
Pesanti sono state le critiche e le accuse mosse dalla Lega a discapito del Cardinale di Milano. Le cause di queste stesse diffamazioni sono dovute a stralci del discorso tenuto per la celebrazione della festività di S.Ambrogio. Proponiamo qui dei giudizi risolutivi e chiarificatori su quanto è avvenuto.
Come promesso prosegue il dibattito acceso dal Papa riguardo i fini, i contenuti percui l’informazione di massa dovrebbe, si può a questo punto dire, caratterizzarsi. Il messaggio del Pontefice è più di un semplice richiamo a un buonismo d’informazione senza giustificazioni o fondazioni, anzi è ben altro. Ma siamo sicuri che tutti l’abbiano capito?