Come qualche tempo fa era già stato sottolineato da Benedetto XVI, ritorna anche oggi il tema degli uomini della politica; il caro vecchio bonus orator è il modello, colui che ricerca la verità e la traduce nella sua vita e in progetti per la comunità. Verità che ai tempi di Cicerone non poteva che essere la filosofia, e che ora è il Cristianesimo.
Ravasi parla chiaro: né l’una, né l’altra può prevalere singolarmente. Distinte? Sì; Separate? No. Il compito delle due è quello di tenere insieme il fenomeno e il suo fondamento, per riuscire a non scadere nei due eccessi, troppa razionalità o troppo poca, entrambi inevitabilmente riduttivi.
Due grandi della Chiesa, protagonisti del pensiero e della vita cristiana odierna, si esprimono in merito al clima di questo ultimo periodo, toccando i temi fondamentali e quelli che vengono minacciati, tra questi la questione del crocifisso. Propongono un chiaro giudizio e una prospettiva di rinascita.
Aharon Appelfeld racconta in poche righe la sua vita, la sua odissea, la sua sofferenza. Trasportato tra tante culture diverse, quella che, infine, lo ha redento e gli ha permesso di rinascere è quella biblica, proprio perché questa è alle radici di tutta l’Europa.
In uscita il libro scritto da Antonio Socci per raccontare la sofferenza e la speranza che hanno caratterizzato la sua vita dopo l’arresto cardiaco e il seguente coma di sua figlia lo scorso settembre. Preghiera e gratitudine è ciò che ha sostenuto negli ultimi mesi la famiglia Socci. L’esempio di un dramma che non si perde nella disperazione ma che guida nella quotidianità.
La consueta catechesi di Benedetto XVI propone questa volta la figura del Doctor Subtilis, il beato Giovanni Duns Scoto. Tema sottolineato principalmente è quello della libertà, che nulla può ma solo inganna se si considera altro dalla verità: solo aderendo alla verità l’uomo è libero. Lo stesso concetto viene raccontato nel nuovo libro di Ormas, La libertà e le sue radici.