Sembra paradossale, eppure nel 2011 è ancora possibile che un bimbo di appena 23 giorni muoia di freddo in una delle città più ricche del nostro Paese.
Si è forse troppo impegnati a guardare altrove, a criticare, a sbuffare a proposito di quel che c’è (che comunque non andrà mai bene). Si parla tanto di “bunga bunga”, di inciuci di Palazzo, di “crisi economica”, ma a ben guardare ci si accorge che il problema è più ampio e riguarda la persona in tutta la sua interezza e complessità: per questo investe l’economia, la politica e l’importanza dell’istruzione.
Diamo voce a chi ci racconta di persone che si impegnano davvero, lavorando per cercare di costruire qualcosa di valido per il bene comune.