Il Corriere della sera ha aperto con Tullio Gregory un dibattito sulla laicità e la nostra società. Diamo conto degli interventi a seguito premettendo che lo spunto di partenza è piuttosto angusto e sembra non avere conosciuto le riflessioni di Angelo Scola, che perciò vi invitiamo a leggere nell’incontro svolto presso il cMc il 12 ottobre 2010 o nel suo libro “Buone ragioni per la vita in comune”, (Mondadori) presentato nella stessa occasione.
Il secolo scorso ha dimostrato come il “potere”, che cerca di atrofizzare una umanità assetata di vita, in primo luogo agisca a livello di lingua, di parola: i dissidenti dei paesi dell’Est inviavano clandestinamente i propri scritti e altrettanto clandestinamente ne ricevevano dagli occidentali. Nel panorama culturale odierno, invece, il tipo di “potere” ha cambiato forma ma non contenuto e si realizza nella vuotezza di best sellers di autori-venditori, davanti ad un pubblico spesso apatico, che esige sempre meno e che acquista un libro basandosi sulla fama televisiva dell’autore. Sappiamo invece che la “vera” letteratura è fondamentale per aiutare l’uomo a sondare le parti più profonde del proprio io, per conoscersi e per conoscere il mondo. Attenzione, quindi, a quegli autori, contemporanei o appartenenti alla tradizione letteraria classica, che invece conservano nelle loro opere quello slancio proprio dell’uomo, che gli serve per gustarsi sinceramente la vita.
Prendendo spunto dai gravissimi e sconcertanti fatti di pedofilia all’interno della Chiesa genovese, dalla storia di un detenuto del carcere di Padova e dal dramma del papà che dimentica in auto la figlia di pochi mesi, siamo stati richiamati prepotentemente ad accorgerci dell’effettiva presenza del male nella nostra vita. Lo scandalo per questi peccati sembra infinito e inestinguibile. Di fronte a questo baratro di vuoto si può reagire in tanti modi: c’è chi non ha esitato a gettare fango sulla Chiesa e sul suo operato nel mondo, o chi si è subito scagliato contro quel padre e la sua “inettitudine”.La vera domanda, però, resta aperta: nella totalità di questo male, nel buio più profondo cui l’uomo può giungere, è possibile comunque trovare un abbraccio e un perdono che permetta a questa umanità ferita un nuovo inizio?
Quante difficoltà negli intellettuali a riconoscere di aver coniato utopie (e i loro fallimenti) e quanta resistenza invece ad abbandonarsi al “meglio” e a degli esempi viventi.
Partendo dalla riflessione di De Mauro sull’importanza dello studio, passando dalla difficile scelta della scuola che riguarda ogni anno genitori e figli, arriviamo ad alcune novità proposte del Ministro per l’Istruzione. Ma la l’educazione dei giovani si realizza soltanto attraverso un incontro con adulti in grado di risvegliare in loro il desiderio di diventare grandi e di raggiungere il proprio compimento. Vi proponiamo alcune testimonianze di realtà che instancabilmente (e coi tempi che corrono è una rarità) continuano a testimoniarci questa possibilità di crescita. Dai banchi di scuola alle aule dell’università.
Lo scorso 21 maggio l’Università Cattolica del Sacro Cuore, fondata da padre Agostino Gemelli, ha incontrato il Pontefice in occasione del 90° anno dalla fondazione. Assieme alle migliaia di studenti provenienti dalle varie sedi dell’Università, anche l’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi e il Magnifico Rettore Lorenzo Ornaghi.
“Primo e più grande compagno del nostro cammino”: così disse di lui don Luigi Giussani. Un piccolo ricordo di un grande uomo, che ha saputo vedere “più in là”, non solo rispetto ai paesi dell’Est, ma anche e soprattutto rispetto al legame con Karol Wojtyla e alla profonda amicizia che lo ha unito a don Giussani.
Cannes 2011. Trionfa il lungometraggio di Terrence Malick “The tree of life” sulle grandi domande della vita: famiglia, dolore, felicità, morte. Numerose le critiche, altrettanti le valorizzazioni. Suggeriamo alcuni spunti di riflessione e invitiamo a vedere il film per riuscire a capire quale sia la migliore linea interpretativa.
Come e dove risentire l’attualità educativa che la musica contiene come fatto artistico dell’uomo (e della nostra tradizione cristiana).
Sessualità, verginità e matrimonio: tematiche scomode e spesso strumentalizzate, trovano in questi interventi il loro giusto posto nell’esperienza umana.
“Primo e più grande compagno del nostro cammino”: così disse di lui don Luigi Giussani. Un piccolo ricordo di un grande uomo, che ha saputo vedere “più in là”, non solo rispetto ai paesi dell’Est, ma anche e soprattutto rispetto al legame con Karol Wojtyla e alla profonda amicizia che lo ha unito a don Giussani.
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