Quando
gli strumenti propri di una democrazia vengono indicati come insufficienti e
crollano sotto i colpi moralistici delle principali testate giornalistiche, il
vero risultato non è la vittoria di “un’altra politica”, ma quella di una
contro-politica. Immemori del passato, non ci si ricorda che la vittoria
dell’anti politica è la vittoria di un “partito” che inevitabilmente sarà
ancorato alle logiche “non visibili”. Dunque la domanda importante è: dove
inizia il vero cambiamento della politica?
Tutto
il mondo del calcio, e dello sport in generale, di fronte alla morte del
giovano Mario Morosini, calciatore del Livorno, al suo cadere su un campo di
gioco, non ha potuto non riconoscere uno sguardo “diverso”, positivo, che
Morosini ha sempre avuto sulla propria travagliata vita- tra l’altro orfano ben
presto di mamma e papà, con due fratelli malati e handicappati-, riconosciuta
sempre come un dono.
Suggeriamo tre spunti di ragionamento sulla concentrazione
di attenzione e di agitazione sull’operato del Governatore della Lombardia
Roberto Formigoni, recuperando un articolo di Roberto Fontolan dell’8 marzo
nello spazio in evidenza del sito www.cmc.milano.it
Escono
due film molto diversi tra loro. Da una parte si vede in azione una critica
militante che tenta di salvare l’insalvabile, dall’altra un’estetica che
conquista anche i cinefili più affermati. I cliché di un’Italia che non è la
nostra contro la vera cultura cinematografica italiana che in quanto a gusto
estetico ha ancora molto da dire.
Dirompe
sempre più nel senso comune la convinzione che l’arte abbia poco a che fare col
significato del nostro vivere (o dormire?) quotidiano. Mostriamo invece tre
esempi di impegno artistico di segno completamente opposto. Per questo
rimettiamo nella nostra rassegna l’articolo di Arthur C. Danto sul ritiro “in
pensione” di Cattelan.
Nella consueta riproposizione
in Rassegna Stampa, fra centenari e memorie, dei nostri “vecchi” poeti,
emergono delle interessanti riletture.
Tutti gli articoli che
suggeriamo ruotano intorno alla verità e interezza dell’esperienza umana: nella
crisi della contemporaneità c’è chi ripropone un “umanesimo” svuotato
dell’uomo, si documenta una letteratura priva dell’esperienza, si ritrova
l’unico modo per concepire la bellezza (come finale del vero e del bene), si
dimostra che la fede “raduna”, si ricerca un’emozione dell’eresia di uscire
dalla ragione.