Ora che l’antipolitica sembra aver vinto, parte della casta giornalistica
dimostra di aver memoria corta e si scaglia contro ciò che essa stessa ha
creato. Il fenomeno Grillo ha già dimostrato in questo breve periodo come sia
impossibile cambiare la politica guidati da un’ideologia disfattista piuttosto
che da un ideale. Con l’articolo di Piero Ostellino, che ci aiuta con la storia
a riconoscere ancora una volta una possibilità nuova per la politica oggi, si
raccorda altri interventi che proponiamo.
La settima giornata mondiale delle famiglie a Milano è stata occasione per
tanti di riscoprire il valore della Chiesa e l’occasione di dialogo che essa
costituisce. Proponiamo alcuni articoli di commento ai discorsi del Santo Padre
che mostrano l’emozione e il sentimento forte che ha coinvolto giovani e adulti
da tutto il mondo, e come sia necessario il formarsi di un giudizio che rimanga
e quindi agisca. (Nella home page del sito pubblichiamo tutti i discorsi di
Benedetto XVI, Scola e delle autorità tenutosi a Milano).
Proponiamo alcuni articoli che si interrogano sul rapporto fra nichilismo e
speranza. Soltanto quest’ultima può, nell’orizzonte di una vita inevitabilmente
soggetta alla morte, rompere le barriere di questo limite all’apparenza
insormontabile, generando attesa, e dunque futuro. Come sotteso negli articoli
proposti è nel momento stesso in cui si vive il peso e il dramma della
scomparsa che si avverte prepotentemente la possibilità di un avvento. (Guarda
sul sito il video de La piccola speranza di C.Pèguy, realizzato dal Cmc e
Incamminati).
In un mondo dominato dalle regole e dall’uso dell’altro per un profitto
personale, proponiamo alcune riflessioni che mostrano come soltanto il dono e
la consegna di sé siano la radice del nostro legame con l’altro.
Ecco che anche il mondo della letteratura – questa parola che scava dal di
dentro del cuore dell’uomo- è stato sottoposto, e ora dominato e vinto, alle
leggi di madre-economia-profitto. La domanda sorge immediata: c’è qualcosa,
come una sorta di “porto sepolto”, nel libro e nella letteratura, che supera e
sovrasta il prezzo di copertina?
Alcuni spunti di riflessione legati all’arte ci confermano l’utilità
dell’invito ad approfondire il rapporto fra bellezza e verità che si è iniziato
a seguire nelle scorse settimane in questa rassegna. (Vedi archivio a fianco).
Il dibattito sui valori sembra comandare il programma filosofico di molti
autori contemporanei. Roberto Esposito lamenta l’inutilità della riflessione
morale (o etica) quando slegata dall’esperienza e quindi dalla totalità dei
fattori. Dello stesso avviso sembra essere (qualche decennio prima e senza
boutade sull’ “anzianità” di alcuni valori) Gilbert Chesterton, quando scrisse
per la rivista fiorentina “Il frontespizio” nel 1932 l’articolo che proponiamo
per ricordare l’utilità della riflessione non solo morale, ma anche teologica.